La sedia della felicità è l’ultimo film del regista Carlo Mazzacurati, morto proprio quest’anno, il 22 gennaio. Il film è un riuscito esperimento di commedia all’italiana con risvolti surreali e dinamici. Vari cammei ad impreziosire La sedia della felicità, da Katia Ricciarelli (madre di un bandito, fulcro della storia) ad Antonio Albanese (qui nel doppio ruolo di una coppia di gemelli) da Silvio Oralndo a Fabrizio Bentivoglio che interpretano due venditori/imbonitori televisivi. I protagonisti, sempre bravi e in parte, sono Valerio Mastrandrea e Isabella Ragonese con Giuseppe Battiston. I tre che sono allo sconquasso esistenziale e al collasso economico, si ritrovano alle prese con un segreto concesso in carcere, in punto di morte, dalla madre di un bandito. Da qui, parte un’avventura rocambolesca, leggera e spensierata alla ricerca di un ipotetico tesoro che potrebbe cambiare le loro vite. La sedia della felicità è un buon esempio di cinema italiano, ben fatto, con paesaggi (è tutto ambientato nel nordest) mozzafiato ma che si perde un po’ verso la fine.
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